Intelligenza e apprendimento
Intelligenza e apprendimento

Esistono due teorie implicite che le persone possono avere riguardo la propria intelligenza, che sono state ampiamente studiate in psicologia.

Chi abbraccia la teoria dell’intelligenza fissa ritiene l’intelligenza come qualcosa di concreto e immutabile.

Chi invece appoggia la teoria dell’intelligenza flessibile ritiene che l’intelligenza sia migliorabile con l’impegno. L’intelligenza è quindi vista come qualcosa di dinamico, che può essere sviluppata.

Ognuno di noi porta con sè una di queste due idee sull’intelligenza, ma non è detto che ne siamo totalmente consapevoli.

I vari esperimenti effettuati su gruppi di studenti hanno mostrato che queste due teorie implicite portano ad approcci completamente differenti  verso lo studio da parte degli studenti. Il tipo di teoria adottata influisce sul modo in cui gli studenti si avvicinano allo studio, agli esami, su come interpretano i successi e gli insuccessi. Si è inoltre dimostrato che l’approccio che si possiede anticipa i risultati che si otterranno.

Intelligenza fissa: crea negli studenti la preoccupazione di non essere abbastanza brillanti, crea ansia nei confronti delle sfide e porta a considerare gli insuccessi come una misura delle proprie capacità. Pertanto l’insuccesso rischia di far mettere in dubbio la propria intelligenza e diventa qualcosa da evitare assolutamente. La preoccupazione di mostrarsi capaci può ostacolare gli studenti nel cercare occasioni di apprendimento, anche se potrebbero essere determinanti per migliorare la propria situazione scolastica/universitaria. In un esperimento in cui si disse ai ragazzi che andavano male in inglese se volessero partecipare ad un  corso di recupero, i sostenitori dell’intelligenza fissa non vollero cogliere l’occasione per non ammettere di avere una difficoltà e rischiare di mostrarsi inadeguati. I ragazzi che sposano questa teoria si sentono spesso a disagio, perché nel caso in cui l’esame vada bene devono sempre mostrarsi all’altezza delle aspettative; se invece va male, si sentono a disagio perché pensano che difficilmente potranno migliorare la propria situazione.

Intelligenza flessibile: gli studenti non rifuggono i compiti difficili perché danno loro la possibilità di migliorare e apprendere. Gli ostacoli diventano parte integrante dell’apprendimento e  rappresentano uno stimolo ad impegnarsi maggiormente e a ricercare ed utilizzare nuove strategie. Per loro un insuccesso significa semplicemente che le strategie utilizzate e le capacità si sono rivelate inadeguate e quindi bisogna cercare nuovi mezzi che li aiutino a superare quell’ostacolo.

Naturalmente quest’ultimo approccio è il più efficace in quanto gli studenti sono più aperti ad utilizzare nuove strategie e a lavorare in modo da migliorare il proprio apprendimento. Si comportano meglio da un punto di vista emotivo ed intellettivo in quanto sono meno inclini a dubitare delle proprie capacità di fronte alle difficoltà, sono più pronti a reagire e si impegnano in modo elevato e continuativo.

Se invece ti riconosci nel primo approccio, non disperare, gli studi hanno anche dimostrato che è possibile cambiare il proprio modo di vedere le cose!

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